Era l’autunno del 2015, quando uscì Warhammer: End of Times – Vermintide da una software house pressoché sconosciuta.  Si trattava di un gioco di sopravvivenza cooperativa che, per quanto non fosse perfetto, ha riscosso un enorme successo, non fosse altro che per il continuo supporto e la dedizione dei produttori.

Basti pensare che l’ultima mappa è uscita qualche settimana fa, come transizione con il nuovo capitolo dell’apocalisse Skaven, uscito la seconda settimana di Marzo.

In sostanza, la storia è che i nostri eroi, dopo mille peripezie, sono stati stanati dal loro nascondiglio, e in seguito ad una battaglia sanguinosa, sono stati catturati da uno dei folli macchinari del detestato sciamano skaven: Rasknitt.

Vermintide 2 inizia proprio da qui, con il prologo che fungerà sia da tutorial che vera e propria introduzione a questo nuovo capitolo dell’avventura dei nostri eroi.  Qua scopriremo che gli skaven, si sono alleati con gli adoratori di una delle divinità del Caos, Nurgle.

La meccanica di gioco utilizzata è in buona sostanza quella ben collaudata dell’episodio precedente, in cui i giocatori (da 1 a 4) devono fare squadra per superare tutte le difficoltà della missione scelta e portarla e termine.

Le missioni sono 13, organizzate in 3 atti, in cui alla fine si affronta uno dei nuovi alleati di Rasknitt.  Una volta sconfitti tutti, è possibile affrontare il nostro arcinemico una volta per tutte.

Prima di iniziare però è necessario scegliere quale dei 5 eroi disponibili utilizzare.  A differenza del primo episodio, ognuno di questi accumulerà esperienza e livelli che ne aumenteranno la potenza e sbloccheranno carriere aggiuntive, equipaggiamento, e indirettamente anche livelli di difficoltà.

La carriera è una specializzazione con 2 specifici poteri (uno passivo e uno attivo) che ne caratterizza la modalità di gioco e l’aspetto del personaggio.

Una volta scelto ed equipaggiato il nostro eroe, possiamo iniziare una missione con uno dei 4 livelli di difficoltà disponibili.  A parte il primo, ogni livello ha una potenza minima dell’eroe sotto la quale non sarà selezionabile.

Iniziata la missione, i giocatori dovranno cercare di superare tutti gli avversari che si frapporranno tra loro e l’obiettivo finale.  Come nel primo episodio, la maggior parte degli scontri saranno all’arma bianca, usando invece le armi da fuoco per gli incontri speciali.

Il meccanismo del combattimento in mischia è sostanzialmente lo stesso del gioco precedente in cui si è riusciti a coniugare la semplicità (5 mosse disponibili: colpo semplice, colpo potente, parata, spinta, e schivata) con una profondità davvero singolare se non unica nel genere.

Il risultato sono combattimenti viscerali in cui è necessario avere una buona dimestichezza con le armi selezionate, e una buona strategia di gruppo e conoscenza dei propri avversari dai più fragili e numerosi ai più coriacei.

Rispetto al primo episodio, non è raro dover fronteggiare più tipi di avversari contemporaneamente.  In questi casi l’intelligenza artificiale riesce a coordinare tutte le unità terribilmente bene.

Gli skaven, che incroceremo, sono più o meno dello stesso tipo di quelli incontrati a Ubersreik con l’aggiunta di qualche nuovo tipo.  La differenza grossa, è che saranno affiancate dalle truppe del caos che sono generalmente più forti e resistenti e che comprendono zombie, barbari del nord, e di tanto in tanto i possenti guerrieri del caos, e i terribili spawn.

Nel complesso sono stati integrati piuttosto bene con i vecchi detestati skaven.  Forse l’unica nota sottotono sono i chaos zombie che non hanno l’originalità delle altre truppe.

Nel complesso direi che una volta capito che la chiave del successo è giocare con gli altri compagni di squadra, la difficoltà delle partite è generalmente ben misurata e soddisfacente.

A differenza del primo episodio, le missioni sono generalmente più lunghe (30 minuti contro 20), le mappe più grandi con l’aggiunta di diverse zone piuttosto vaste, in cui gli avversari sciameranno da ogni direzione.

I nostri eroi si troveranno in paludi, miniere, città devastate, rovine naniche, villaggi di campagna, catacombe, fogne, nidi di skaven, sepolcri, nel complesso molto ben caratterizzati.  La casualità degli avversari aggiunge una ottima rigiocabilità alle mappe.

Al termine della missione, si verrà ricompensati con una cassa in caso di successo, più una cassa per ogni livello di carriera guadagnato.  Queste casse conterranno ognuna tre oggetti più o meno pregiati a seconda delle difficoltà e dei bonus accumulati durante la partita.

La prima novità rispetto all’episodio precedente, è che le ricompense sono specifiche per il personaggio utilizzato.

La seconda è che è possibile porre rimedio al fato avverso, con il meccanismo di crafting a disposizione.  Qua non solo potremo cambiare le caratteristiche degli oggetti, ma anche produrne noi stessi, forgiandoci quelli che più sono congeniali al nostro stile di gioco.

Nel complesso l’idea di legare l’equipaggiamento al livello di potenza del personaggio, mi sembra decisamente più interessante a quella usata nel primo Vermintide, dato che offre tutta una nuova panoramica dei obiettivi e possibilità.

 

Warhammer: Vermintide 2
In conclusione, considerando il prezzo di vendita (circa 30€), considerando il fatto che pur non essendo privo di problemini qua e la, che oltre ad non intaccare la solida base del gioco, stanno venendo risolti quasi quotidianamente, direi che, per gli appassionati dell’episodio precedente si tratta di un titolo imperdibile. Per tutti gli altri appassionati del genere, si tratta di un buon gioco a cui sono stati limati via molti degli aspetti più fastidiosi del predecessore, che potrà regalare ore di appagante divertimento.
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