Mafia 2 fu criticato per come utilizzava la sua ambientazione open world. Invece di riempire la mappa di missioni secondarie e distrazioni, il gioco si concentrava sulla storia principale lasciando poco spazio per l’esplorazione. Dopo le lamentele dei giocatori, eccoci finalmente di fronte a Mafia 3, il nuovo titolo degli Hangar 13 ambientato a New Bordeaux – una versione immaginaria di New Orleans. E questa volta con una mappa piena zeppa di attività da svolgere.

New Bordeaux è bellissima, la tensione razziale del periodo è perfettamente e rispettosamente replicata e la storia viene raccontata tramite alcune delle più convincenti cutscenes attualmente in circolazione. L’unico peccato è il dover ripetere le stesse noiose azioni per poterle vedere. Per le prime quattro ore, durante il suo lineare prologo, Mafia 3 è superbo, ma quando il titolo abbraccia appieno il design open world qualcosa si rompe.

Conosciamo il protagonista, Lincoln Clay, tramite delle clip video in pieno stile documentario che vedono i personaggi principali della storia raccontarla decine di anni dopo durante alcune interviste. Come il protagonista di Mafia 2, Vito Scaletta, Lincoln comincia la sua avventura tornando a casa dalla guerra, con la sola differenza che questa volta si tratta di quella del Vietnam.

Vedere le cose dalla prospettiva di Lincoln, un uomo nero a New Orleans durante quei giorni così turbolenti, è uno dei maggiori punti di forza del titolo. E’ spesso fastidioso sentire il linguaggio razzista usato durante tutto il videogioco, ma è quello che volevano gli sviluppatori. Infastidirvi, shockarvi e farvi sentire a disagio, perché quella è stata parte della nostra storia recente ed è giusto ricordare quanto è stata irrispettosa per chi l’ha dovuta vivere. In New Bordeaux in alcuni posti è vietato l’ingresso alle persone di colore, mentre in altri sono ammessi solo tramite l’ingresso sul retro.

E’ un gioco di Mafia dove non si interpreta il ruolo del mafioso. Mafia 3 vuole invece farvi distruggere l’organizzazione e costruire il vostro impero sulle sue ceneri. Non vogliamo spoilerarvi le motivazioni che spingono Lincoln a cercar vendetta, ma vi assicuriamo che sono più che buone.

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Il gunplay di Mafia 3 è brutale, con headshot accompagnati da soddisfacenti schizzi di sangue che imbrattano muri e pavimenti nei dintorni della vostra vittima e colpi di grazia molto violenti come ci ha del resto sempre abituato la serie. Muoversi da una copertura all’altra risulta fluido e spinge il giocatore ad avvicinarsi ai nemici sfruttando le varie coperture piuttosto che sparare da lontano nella speranza di colpire qualcosa. L’intelligenza artificiale degli avversari è però molto scarsa limitandoli a comportamenti semplici e ripetitivi abbassando purtroppo quindi il livello dei combattimenti. I nemici armati di fucili vi correranno incontro alla ricerca di una sparatoria ravvicinata, mentre gli altri si limiteranno ad accovacciarsi dietro alle coperture lasciando però spesso scoperta la testa. E le occasionali molotov che vi verranno lanciate con lo scopo di obbligarvi a spostarvi non sono sufficienti a ravvivare la situazione.

Spesso ci siamo trovati nel preferire un approccio stealth con l’unico scopo di risparmiarci l’ennesima identica sparatoria. Avvicinarsi furtivamente ai nemici per poi finirli con le brutali “fatality” di Lincoln è sicuramente il metodo più soddisfacente di affrontare gli scontri. Una cosa molto curiosa che abbiamo scoperto è che esiste un’opzione per sostituire i colpi di grazia con delle varianti non letali, ma si trova confinata nel menù di pausa. Quindi se non sopportate tutta questa violenza avrete un’alternativa.

Guidare per le strade di New Bordeaux è piacevole. Le auto sono tutte arrabbiate e pesanti e vi sembrerà sempre di essere alla guida di un “American muscle” . Gli spostamenti da una missione all’altra saranno poi accompagnati da una colonna sonora d’eccezione che spazia da Jimi Hendrix ai The Rolling Stones. Sfortunatamente questo non basta a mascherare il più grosso problema di Mafia 3: la ripetitività.

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Dopo il prologo sarete infatti liberi di esplorare New Bordeaux, ma è qui che le cose si fanno problematiche. Tutto comincia quando sarete incaricati di reclutare tre boss della malavita: uno degli Irlandesi, uno degli Haitiani e uno degli Italiani. Ognuno di essi ha associato un valore in denaro e per farlo uscire allo scoperto dovrete distruggere i loro racket ed uccidere i loro uomini. Una volta che avrete eroso il loro capitale, sarà il momento di affrontarli. Per farlo dovrete ritornare in uno dei tanti posti che avrete già razziato, solo che stavolta, oltre a ritrovarvi tutti i nemici respawnati, ci sarà anche un cattivo in grado di sopravvivere a cinque headshot di fila. Dovrete ripetere il tutto due volte per reclutare ognuno di questi boss, e, una volta reclutati, una cutscenes vi dirà che dovrete rifare tutto da capo almeno altre dieci volte. Praticamente gran parte del gioco è stato riempito di missioni filler in maniera compulsiva.

Abbinata ai problemi tecnici del titolo tutta questa ripetitività finisce presto per renderli ancora più visibili. Quando si comincia a ripetere di continuo le stesse missioni, viene infatti naturale iniziare ad esaminare più attentamente ogni minimo difetto di rendering, popup delle texture ed ogni strano comportamento degli NPC. Il titolo avrebbe sicuramente beneficiato molto da un altro anno di sviluppo.

 

MAFIA III
Mafia 3 è un gioco con un grandissimo potenziale, ma sfortunatamente quel potenziale è stato rovinato da un’impostazione open world troppo forzata. Le prime ore di gioco mostrano chiaramente quello che poteva essere questo titolo se non avesse ceduto alle richieste dei fan. Mafia 3 ha un setting ed un cast pieno di carisma. E’ un bel gioco di otto ore che è stato allungato troppo, e questo è un vero peccato.
PRO
New Bordeaux è bellissima
Colonna sonora stupenda
Tutta la violenza che ci si aspetta dalla serie
Le tensioni razziali del periodo sono ben rese
CONTRO
L'intelligenza artificiale non convince
Eccessiva ripetitività
Qualche problema tecnico di troppo
7.5
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