Quando La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor è uscito nel 2014 ha colto tutti di sorpresa. Il titolo prendeva alcune idee da altri famosi franchise, come un combat system simile a quello visto nella serie Arkham e delle meccaniche stealth e d’arrampicata non molto differenti da quelle di Assassin’s Creed. Ma introduceva anche qualcosa di completamente originale: Il Nemesis System, un ingegnoso sistema in grado di rendere ogni azione presa contro l’armata di Sauron impattante ed ogni combattimento unico. Il sistema non era perfetto, ma era abbastanza per far emergere L’Ombra di Mordor dalla massa e far intuire l’enorme potenziale di questa serie. Ora, tre anni dopo, La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra, non solo ha soddisfatto le nostre aspettative, ma le ha superate.

Appena iniziato il gioco siamo subito stati positivamente impressionati dalla storia. Dopo un breve recap degli eventi chiave del primo capitolo, troviamo Talion e Celebrimbor sulla cima del Monte Fato intenti a forgiare il Nuovo Anello, subito rubato da un gigantesco ragno/strega di nome Shelob. Dopo questi intensi primi minuti la lunga storia prosegue tra gustosi colpi di scena ed inaspettati tradimenti, alzando il livello di quello che era stato lo storytelling alla base di L’Ombra di Mordor.

Dopo quella del primo atto, le missioni sono divise in base ai personaggi principali del gioco e potranno essere affrontate quasi tutte nell’ordine che si preferisce, una struttura che permette di sviluppare meglio tutte le sottotrame e capire obbiettivi e motivazioni di ognuno dei protagonisti. Terminate storia principale e sub quest, rimangono poi i tantissimi collezionabili da trovare, missioni Nemesis da portare a termine e persino una modalità online che vi vedrà impegnati nel tentativo di conquistare le fortezze di altri giocatori. Questa modalità non è male, ma poteva essere ancora più divertente se le versioni di Talion di entrambi gli sfidanti avessero potuto scontrarsi in tempo reale, uno in attacco e l’altro in difesa.

Il mondo di gioco è molto più grande rispetto a quello del primo titolo, e invece che due regioni da esplorare ne mette a disposizione ben cinque. Dalle montagne ghiacciate di Sergost alle lussureggianti foreste di Nurnen ogni area ha il suo distintivo look and feel. I fondali delle differenti aree sono particolarmente impressionanti e regalano al giocatore dei panorami mozzafiato. E anche se il gioco non è graficamente ai livelli di altri titoli del calibro di Horizon Zero Dawn, ci troviamo comunque di fronte ad un lavoro eccellente in cui è stata data una grande attenzione ai dettagli sia delle ambientazioni che nel design dei nemici. Ma nell’Ombra della Guerra non passerete tutto il vostro tempo a guardare panorami, ma bensì a conquistare regioni uccidendo e corrompendo tutti gli orchi che si troveranno sul vostro cammino.

Gran parte del tempo lo spenderete costruendo la vostra armata per abbattere Sauron, e ancora una volta questo sarà possibile grazie all’abilità che vi permetterà di dominare gli orchi con il potere del nuovo anello, forzandoli a rimpolpare i vostri ranghi. Qui è dove il Nemesis System entra in gioco, con alcuni aggiustamenti rispetto al suo predecessore che ne migliorano drasticamente il funzionamento. Per conquistare ogni area e catturarne le fortezze, dovrete smantellare l’esercito nemico. Ci sono più modi per farlo, ma normalmente questi vi vedranno confrontarvi con i capitani nemici uno ad uno uccidendoli o dominandoli. Questa meccanica finirebbe sicuramente per essere ripetitiva, ma grazie al Nemesis System ogni scontro sembrerà nuovo e non scriptato.

Ogni orco e uruk di alto livello non solo avrà un set unico di abilità e caratteristiche ma anche una propria storia e personalità. A volte può essere un po’ fastidioso vedere un combattimento interrotto per assistere all’introduzione personalizzata di ogni villan, ma questo rende un eventuale vittoria ancora più soddisfacente grazie alla consapevolezza di aver mandato all’aria i suoi sogni di distruggerci. E anche quando siamo stati sconfitti ed il capitano è stato promosso, tornare da lui per ottenere la nostra vendetta è sempre impagabile. Un’altra nota positiva riguarda i loro punti di forza e punti deboli, che sembrano questa volta essere molto meno randomici rispetto al passato, eliminando la frustrazione avuta nel primo capitolo quando si incontravano orchi che sembravano essere immuni a tutto. Uccidere un capitano o dominarlo sarà poi un’altra difficile scelta. La prima vi farà infatti ottenere dell’equipaggiamento raro in grado di rendervi più potenti, mentre nel secondo caso renderete più forte il vostro esercito.

Il combat system è quello del primo gioco ed è fantastico. L’azione è fluida e i contrattacchi, le schivate e l’uso delle abilità risultano molto facili da utilizzare, ma anche difficili il giusto da padroneggiare. L’albero delle abilità è stato esteso e ne contiene ora oltre 100 e la loro varietà vi consentirà di personalizzare il vostro skillset in base al vostro stile di gioco, sia questo stealth o più aggressivo. Anche l’abilità di cavalcare le bestie della Terra di Mezzo ha fatto il suo ritorno, ma questa volta vi permetterà di dominare anche dei dragoni sputa fuoco chiamati Drakes. Evocare un drago e far piovere fuoco sulla testa dei nostri nemici è stata una delle migliori sensazioni che abbiamo provato in un videogioco da molto tempo.

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra
L'Ombra della Guerra è migliore rispetto al suo predecessore in praticamente tutti gli aspetti. La storia è più coinvolgente e piena di personaggi carismatici, il Nemesis System è stato reso più profondo e tutte le aggiunte al sistema di combattimento e di progresso non fanno altro che migliorare l’intera esperienza di gioco. Ci troviamo senza dubbio di fronte al miglior gioco ambientato nell’universo espanso di Tolkien.
PRO
Tutte le meccaniche di gioco sono state migliorate
Il combattimento è rimasto veloce e fluido
Storia impegnativa e personaggi intriganti
Il mondo di gioco è più grande e più bello
CONTRO
Alcune storyline delle subquest vengono interrotte bruscamente
Le intro dei Capitani rischiano di spezzare troppo l'azione di gioco
9.5
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