Fallout 76 è, in poche parole, Fallout 4 con il multiplayer online. Se vi siete persi Fallout 4, questo gioco è un RPG in prima persona open world ambientato in un mondo post apocalittico. L’unica differenza è che questa volta non sarete soli. Sulla vostra strada vi imbatterete in altri sopravvissuti controllati da umani, che potranno tendervi una mano in segno di aiuto o assalirvi in pieno stile Mad Max. Se questo è un bene o un male dipende solo dal vostro temperamento.

Tradizionalmente Fallout è sempre stato un gioco RPG single player fortemente incentrato sulla narrativa, dove le azioni e le scelte del giocatore hanno un impatto sulla storia ed il mondo di gioco. Introducendo altri giocatori umani queste caratteristiche sono per lo più andate perse. La narrativa in questo capitolo è molto più leggera, e, nonostante siano ancora presenti le numerose quest che hanno sempre contraddistinto questo titolo, le scelte nei dialoghi e la ricchezza di NPC che hanno sempre popolato i giochi di Fallout sono completamente sparite.

Questo può rendere giocare in solitaria un po’ alienante, soprattutto unito ad un altro paio di ragioni. Prima di tutto la mappa è gigante. Ambientato in West Virginia, il gioco è pieno zeppo di luoghi interessanti da esplorare. Per attraversare tutta la mappa da parte a parte senza mai fermarsi non basterebbe probabilmente un intera ora di camminata. Il secondo motivo è che ogni mondo di gioco può avere solo un limitato numero di giocatori a popolarlo contemporaneamente. E questo vuol dire che, se non si è già in gruppo, potrebbe volerci parecchio tempo prima di incontrare qualcun altro sulla propria strada. E non sempre è detto che questo sia propenso ad unirsi a voi in partita.

Anche l’uscita dal Vault 76, un rifugio sicuro dove venivano mandate tutte le persone intelligenti prima che cadessero le bombe, è un’esperienza solitaria. A quanto pare il nostro protagonista ha infatti dormito troppo dopo aver festeggiato la sera prima, e si ritroverà ad uscire dal bunker da solo, con l’unica interazione umana ad attenderlo affidata ad un messaggio olografico del Sorvegliante del Vault, che ci inviterà a seguire il loro percorso attraverso una landa desolata.

Inizialmente questo non è un problema enorme, in quanto il posto è ricco di luoghi interessanti da visitare e sarete impegnati a scoprire il sistema di gioco e le numerose abilità a disposizione. La maggior parte di queste sono le stesse, se non versioni leggermente modificate, delle meccaniche che hanno debuttato in Fallout 4. Il sistema di crafting, ad esempio, funziona esattamente nello stesso modo. Tutti gli oggetti raccolti nella mappa possono essere riciclati nei banchi di lavoro per ottenere parti utili da utilizzare nella creazione di potenziamenti per le armi e le armature che avrete raccolto sulla vostra strada, se non addirittura per crearne di nuove. Rottamare le armi raccolte consentirà poi di apprendere nuove mod per quell’arma, il che dà un ulteriore incentivo a raccogliere duplicati e portarli ad un tavolo di lavorazione.

L’arsenale di armi a disposizione è il più variegato di sempre. Si parte uccidendo ghoul e creature mutanti con mazze, machete e pistole fai-da-te, per arrivare ad avere nel proprio zaino armi laser e mini bombe nucleari. Tutte le pistole hanno la giusta quantità di rinculo e rendono gli scontri a fuoco appaganti. Lo stesso vale per i combattimenti ravvicinati: sventolare un’ascia da guerra in mezzo ad un’orda di ghoul predatori farà volare in aria gli arti delle vittime e dipingerà un Jackson Pollock di sangue sulle pareti vicine. Un esperienza decisamente gratificante.
All’inizio le missioni sono anche divertenti. Nel giro di pochi minuti ci siamo ritrovati ad ignorare la missione principale, rimbalzando da una quest secondaria all’altra, esplorando nuovi luoghi dall’aspetto interessante ed indagando sui messaggi radio che inondavano il nostro Pip Boy. Tra queste ci sono anche le quest “evento” – che funzionano esattamente come in Destiny 2. Missioni che si attivano ad intervalli randomici e che ci chiedono di svolgere alcuni compiti collaborando con qualsiasi giocatore si trovi nei paraggi in quel momento.

La modalità “officina” aggiunge un’altra gradita dose di varietà. Funziona nello stesso identico modo di Fallout 4. In pratica, una volta posizionato il robot da campo, si apre il menù costruzione che consente al giocatore di costruirsi la propria casa. All’interno si possono inserire vari banchi di lavoro per consentirci di costruire oggetti ed attrezzature e di cucinare il nostro cibo. Ad alcuni potrà sembrare una cosa noiosa, ma per molti giocatori di Fallout 4 è stato uno degli aspetti più divertenti del gioco.

Dopo le prime ore, tuttavia, le limitazioni cominciano a diventare evidenti. Se all’inizio le missioni secondarie sono divertenti, presto ci si accorge invece di quanto siano ripetitive. Nelle prime sei ore la stessa missione “scorta il robot” ci è comparsa una mezza dozzina di volte, mentre le nuove missioni si sono rivelate seguire un pattern standard: gironzolare in un’area, trovare un segnale radio, ottenere una quest di ricerca, andare sul posto, uccidere alcune “cose” o tirare alcuni interruttori e poi tornare indietro. Rapidamente la sensazione che ci ha pervaso è stata quella di essere ripiombati nel terribile ciclo infinito delle missioni Minutemen di Fallout 4.
A peggiorare le cose, le uniche missioni che rompono la ruotine sono state chiaramente disegnate con il multiplayer in mente, rendendole praticamente impossibili da affrontare se non si sta giocando in gruppo.

Il fatto che anche le quest “non evento” hanno la tendenza a ripetersi all’infinito distrugge completamente l’illusione che le proprie azioni abbiano un impatto sul mondo che ci circonda. Ad esempio, in una missione ci è stato assegnato il compito di uccidere o aiutare una casa piena di cannibali a lanciare una festa di Halloween – non chiedeteci come è successo, è una lunga storia. Dopo averli aiutati a lanciare la festa, ce ne siamo andati felici della nostra decisione, per poi scoprire che la missione era stata azzera un’ora dopo.
Anche l’house building ha un ciclo di vita piuttosto breve quando si gioca in single player. Ciò è dovuto principalmente al fatto che, quando non c’è nessun altro ad ammirare la tua dimora, non si sente davvero alcun incentivo a renderla qualcosa di più che funzionale.

Ed è quando inizia la monotonia che ci si rende conto che il gioco utilizza lo stesso motore dei precedenti Fallout e come risultato la sensazione è quella di trovarsi di fronte un titolo abbastanza datato.
Per fortuna però le cose migliorano quando si comincia a giocare con altri umani. Reclutando un amico nella nostra squadra, la landa ha preso nuova vita. Per prima cosa aumenta il numero di mostri, creando una sfida ancora più epica. E poi perché giocando con qualcun altro il gioco diventa improvvisamente strategico.

Attraversare la wasteland con un partner in crime ci ha permesso di avventurarci ancora più in profondità. Dopo pochi minuti eravamo già in un territorio inesplorato, proibitivo fino a poco prima e ricco di grandi edifici da esplorare. Le missioni che erano impossibili sono diventate improvvisamente esercizi logistici e tutto è diventato molto più divertente.
L’elemento strategico ci ha inoltre permesso di sfruttare finalmente il sistema di livellamento S.P.E.C.I.A.L. di Fallout 76. Come nel precedente episodio, il gioco ti consente di aggiungere un punto a una delle tue statistiche S.P.E.C.I.A.L. ad ogni livello conquistato (Forza, Percezione, Resistenza, Carisma, Intelligenza, Agilità, Fortuna). Le caratteristiche hanno gli stessi effetti che avevano in Fallout 4, ma ciò che lo rende interessante è il nuovo sistema di carte.

Ogni volta che si livella si può scegliere una carta in cui investire. Ogni carta ha un’abilità o un beneficio specifico. Ad esempio, con le carte intelligenza, si potranno investire punti per migliorare le proprie capacità di hacking oppure migliorare l’efficacia degli Stimpacks (l’equivalente dei medikit). A livelli incrementali si otterranno anche delle buste contenenti una selezione casuale di carte che andranno a rimpolpare la nostra collezione, e anche i doppioni saranno utili. Combinando infatti due copie della stessa carta la si trasformerà in una carta di qualità superiore con effetti incrementati.

Per rendere le cose più interessanti, le carte possono anche essere impilate. Quante se ne potranno accumulare per ogni abilità dipende dal numero di punti che sono stati investiti in ciascun attributo. Se si hanno sei punti di forza si potranno ad esempio impilare sei carte di livello uno, tre di livello due oppure due di livello tre. Ciò rende semplice progettare un personaggio specializzato per meglio ricoprire uno specifico ruolo in un party.

Sembra fantastico? Lo è. Tuttavia, anche con queste aggiunte, il gioco presenta ancora alcune imperfezioni. Il titolo è attualmente molto buggato. Questi bug vanno da semplici problemi grafici a problemi un po’ più seri, come ad esempio missioni con elementi chiave non attivabili che ne rendono impossibile il completamento. E anche con un compagno di squadra umano al proprio fianco, questi si fanno sentire e possono rovinare il senso di immersione di cui il gioco ha bisogno per rimanere divertente a lungo termine.

Fallout 76
Fallout 76 è uno dei titoli più interessanti della serie da Fallout 3. L'aggiunta di elementi multiplayer alla wasteland dovrebbe, almeno sulla carta, creare un'esperienza di gioco incredibilmente coinvolgente e tesa, e per molto tempo ci riesce. Saccheggiare centri commerciali collassati e città abbandonate con gli amici è divertente ed il robusto sistema di crafting e la meccanica di sviluppo del personaggio sono eccellenti. Tuttavia, la natura ripetitiva delle missioni ed il basso numero di giocatori umani a riempire il vasto mondo di gioco possono rendere Fallout 76 un po’ sterile e rovinarne il fascino sul lungo termine, specialmente se non si hanno amici ad accompagnarci lungo le lande desolate. Questo fa di Fallout 76 un buon, ma non eccellente, titolo della serie.
PRO
La mappa di gioco è gigante
Ottimo sistema di crafting
Tantissime quest e luoghi da esplorare
CONTRO
Giocato da soli può risultare ripetitivo
Troppo pochi giocatori contemporanei per mondo di gioco
7.5
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