Quando uscì il primo Dishonored non fu per nulla difficile capire quanto brillante quella piccola perla fosse, di quanta cura nei dettagli fosse stata messa dagli sviluppatori e soprattutto di quanto potenziale avesse per anni a venire. A distanza di anni e ritrovandoci a che fare con il seguito il compito diventa più ardue perché bisogna tirare le somme su cosa funziona e cosa no, ma non per questo il compito è risultato meno divertente che in passato!

La storia di Dishonored 2 parte lasciandosi alle spalle quelli che furono i passati finali multipli del primo capitolo, con la giovane Emily diventata Imperatrice succedendo alla Madre Jessamine Kaldwin e affiancata dal padre e protettore Corvo Attano, protagonista muto del precedente episodio a cui ora è stata data un voce. Le vecchie conoscenze però non sono finite perché a mostrarsi nei primi minuti del gioco c’è anche l’antagonista, un cattivo di tutto rispetto e già visto nei passati dlc di Dishonored (il Pugnale di Dunwall e le Streghe di Brighmore), Delilah.

In linea generale la trama non ha grossi problemi ma solo piccole sbavature: in primo luogo Delilah viene presentata come personaggio avulso da tutte le vicende, che ha senso visto che né Corvo né Emily l’hanno mai vista, ma per buona parte del gioco tutto ruota a capire come Delilah abbia ottenuto il potere necessario ad effettuare un colpo di stato e la risposta è abbastanza evidente se avete giocato i dlc menzionati poc’anzi, un ripetersi di ovvietà che però sono essenziali per coloro che Dishonored non l’hanno mai giocato. Secondariamente Delilah è un personaggio affascinante e carismatico, anzi, fin troppo: la prima volta che l’abbiamo vista ad affrontarla c’era un protagonista (l’assassino Daud) degno di tenerle testa per astuzia e temperamento, mentre la giovane Emily sembra a tratti un personaggio vuoto e smarrito, un peccato visto che, nonostante il giocatore possa scegliere se impersonare Emily o Corvo, la ragazze sia chiaramente il cavallo di punta degli sviluppatori

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Ma poco importa perché una volta immersi nel gioco e abbandonata la grigia Dunwall alla volta della torrida e soleggiata Karnaca ci si dimentica presto della cosa. Il gioco conferma nel bene e nel male tutto quello che il primo titolo ci aveva regalato: è sempre sbalorditivo misurarsi con la libertà di azione e movimento che Dishonored 2 lascia al giocatore anche se è chiaro come il gioco sia più propenso al lasciarsi affrontare attraverso un approccio stealth. A conferma vi sono i poteri dell’Esterno (che potrete accettare o no all’inizio del gioco quando vi verranno proposti), dove quelli di Corvo rimangono pressoché invariati, mentre Emily ne possiede un set interamente inedito; come sempre il mix creativo di tattiche e poteri è sempre ben incoraggiato, come l’assassinio del Clone d’Ombra connesso ad altri nemici attraverso Domino, anche se abbiamo avuto l’impressione che i poteri di Emily fossero da una parte studiati meglio, in modo da combinarsi tra di loro con più facilità, ma che una potenziati al massimo livello risultino un po’ troppo potenti. I poteri posso essere sbloccati e potenziati come di consueto con le Rune di osso di balena disseminate per i livelli del gioco e sono molto più assortiti e variegati rispetto all’arsenale degli oggetti: ciò fa capire che malgrado mine, bombe e diverse tipologie di munizioni l’arsenale è rimasto un po’ scarno rispetto al passato e rende più difficoltoso e molto meno creativo l’approccio al combattimento corpo a corpo.

Nel combat system poi ci sono piccolissimi nei che non sono stati ritoccati rispetto al passato, tutti riguardanti le distanze e le traiettorie sia dei fendenti nei combattimenti all’arma bianca che dei poteri. Problemi che possono essere superati prendendo confidenza con telecamera e comandi ma che in un primo momento posso mettere leggermente in difficoltà. Riportando in ballo Delilah poi gli sviluppatori hanno trovato l’escamotage per arricchire la tipologia dei nemici affiancando alle guardie le potenti streghe, capaci di incantare le ossa di defunti mastini e teletrasportarsi con strema facilità, per non parlare dei meccanosoldati di legno, nemici coriacei e incredibilmente vigili; l’intelligenza artificiali resta sempre un po’ basic visto che le ronde dei nemici sono facilmente individuabili e il cono visivo dei nemici non comprende la dimensione verticale… a meno che non sarete così goffi da richiamare la loro attenzione.

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Sembrano più che errori delle dimenticanze, vuoi un po’ per la fretta e un po’ per la “pigrizia”, ma bastano una manciata di altri elementi per far dimenticare totalmente i problemi. In Dishonored 2 è stata prestata ancora più attenzione alle mappe e all’interconnessione degli ambienti, elemento che rende forse al massimo nella Villa Mecania, capolavoro di progettazione dentro e fuori il videogioco. Parlando di novità un sfida che abbiamo gradito assai sono i nidi delle mosche del sangue, zanzare giganti che concettualmente vanno a sostituire i gruppi di ratti famelici. Le mosche però sono più stimolanti ed avvincenti da affrontare rispetto ai topi perché non basta camminare lontani dal pavimento: le mosche reagiscono al movimento, sono letali e vi inseguiranno per un breve tratto di strada se cercherete di scappare. I nidi possono essere distrutti con il fuoco ma non conviene farlo visto che costituiscono un’eccellente imboscata per i nemici ignari o un mezzo di trasporto efficace nel caso vogliate possederne una con il potere di Corvo. Altra aggiunta più isolata però rispetto alle mosche è il dispositivo che permette di spostarsi tra due linee temporali, elemento che aggiunge nello scenario ancora più libertà di movimento e che fornisce lo spunto per interessanti puzzle.

Non menzioniamo l’eccelso comparto artistico, elemento su cui i ragazzi di Arkane sono dei campioni, come non ci sentiamo (parlando in negativo) la questione delle prestazioni del gioco su versione PC. In generale anche sul lato console avremmo voluto un boost grafico leggermente superiore ma ancor di più tempi di salvataggio manuale e caricamento un po’ più frizzanti.

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Insomma, Dishonored 2 rimane un ottimo prodotto e conferma le capacità del team di sviluppo, da cui per altro ci aspettiamo molto in vista del nuovo Prey. Per tutta la durata del gioco abbiamo vissuto forti altalene emotive dove, fortunatamente, tutte le volte che venivamo solleticati dalla sensazione del more of the same c’era sempre qualche piccola chicca inedita in grado di farci subito cambiare idea.
Dalle mappe viste nel gioco l’Impero è molto vasto e dopo aver fatto tappa nelle capitali delle isole di Gristol e Serkonos siamo pronti a visitare anche Morley, Tyvia e Pandissia!

Dishonored 2
Insomma, Dishonored 2 rimane un ottimo prodotto e conferma le capacità del team di sviluppo, da cui per altro ci aspettiamo molto in vista del nuovo Prey. Per tutta la durata del gioco abbiamo vissuto forti altalene emotive dove, fortunatamente, tutte le volte che venivamo solleticati dalla sensazione del more of the same c’era sempre qualche piccola chicca inedita in grado di farci subito cambiare idea. Dalle mappe viste nel gioco l’Impero è molto vasto e dopo aver fatto tappa nelle capitali delle isole di Gristol e Serkonos siamo pronti a visitare anche Morley, Tyvia e Pandissia!
Pro
Ottimo level design
I nuovi poteri sono molto interessanti
Grande libertà d'azione
CONTRO
Intelligenza artificiale un po' prevedibile
Alcune sbavature del passato non riviste
8.5
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