Assassin's Creed Valhalla

La recensione!


09 Novembre 2020


La serie di Assassin's Creed ha subito dei cambiamenti radicali negli ultimi anni. Dopo essersi reinventata con Assassin's Creed Origins e dopo aver fatto passi coraggiosi nel territorio degli Action RPG con Odyssey, la serie ha ora consolidato la sua nuova identità. Con Assassin's Creed Valhalla, Ubisoft ha cercato di portare questa nuova formula al suo apice, sfruttando i punti di forza dei suoi predecessori ed affrontando i problemi che li affliggevano. Questa terza iterazione della formula RPG open world è quella che si presenta nel modo migliore, con un'avventura più snella ma tentacolare, che riesce a collocarsi tra le migliori dalla nascita del brand.

In Assassin's Creed Valhalla interpreterete il ruolo di Eivor, un guerriero nordico incaricato di guidare il proprio clan vichingo fuori dalla Norvegia verso nuovi e più verdi pascoli. Eivor e la sua compagnia sbarcano nell'Inghilterra del IX secolo, dopo una lunga sezione di prologo nelle terre natie, con lo scopo di stabilirsi e costruire una nuova casa. L'Inghilterra che si trovano davanti è un paese diviso in diversi regni con conflitti in tutti gli angoli. Navigare in questi infidi paesaggi politici cercando di stringere alleanze e rafforzare la propria posizione costituisce la spina dorsale della storia di Valhalla.

La cosa che più ci ha colpiti di questo capitolo è la sua struttura di quest. Invece di assalire costantemente i giocatori con una raffica di missioni principali e missioni secondarie, come hanno fatto Origins e Odyssey, Valhalla sceglie di suddividere la sua trama in diversi archi narrativi. Ogni arco è una storia a sé stante, con nuovi personaggi, conflitti unici e scelte difficili da fare, ma tutte con un impatto sul modo in cui la narrazione si svolge. Infatti, anche se ogni arco narrativo sembra nettamente separato dagli altri, tutti hanno il loro ruolo in uno schema più grande. Valhalla si concede una libertà creativa superiore ai capitoli precedenti, sperimentando con nuove idee e riuscendo a raccontare una storia unica, più ampia e coesa e costantemente coinvolgente, grazie a personaggi forti e a sviluppi narrativi intriganti che continuano ad arrivare ad un ritmo costante.

La narrazione di Valhalla è un racconto che i fan di lunga data apprezzeranno molto. Ambientato diversi secoli dopo Origins e alcuni secoli prima di Assassin's Creed 1, Valhalla colma il divario tra le due epoche della serie in modo molto efficace. Come gli altri recenti capitoli di Assassin's Creed, anche questo si mantiene in qualche modo separato dal conflitto principale tra Assassini e Templari, ma riesce comunque a mettere sul tavolo una storia abbastanza ampia da non esserne completamente scollegato. Il gioco riesce ad ottenere questo risultato con molti riferimenti e richiami a quella trama più ampia della serie, mettendo ogni tanto in campo anche importanti sviluppi narrativi che la riguardano. Allo stesso tempo, però, quella storia rimane più sullo sfondo rispetto ai capitoli tradizionali, proponendoci un titolo che si pone a cavallo di entrambe le epoche del franchise in modo abbastanza efficace.

Tornando alla struttura delle quest, che è probabilmente il più grande punto di forza di Valhalla, la decisione di Ubisoft di dividere il gioco in più archi narrativi funziona alla grande, permettendogli evitare quello che è stato uno dei più grandi problemi della serie. Le missioni tradizionali sono quasi esclusivamente incentrate sulla storia principale, mentre tutto il resto viene ora trattato come attività collaterali che può capitare di svolgere nel mondo di gioco.

Al posto delle missioni secondarie ci sono infatti ora i World Events. Ognuno di questi ha una durata di 5-10 minuti circa, e coinvolge un singolo obiettivo o una sola conversazione, che culmina in premi appropriati e in piccole quantità di XP. I World Events non compaiono sulla mappa e non compaiono nel registro missioni. Tutto avviene all'interno del mondo stesso. In questo modo si finisce per sentirsi come nel mezzo di incontri casuali e del tutto naturali e non più sommersi da dozzine di marcatori per missioni secondarie ogni volta che si entra in una nuova area. I World Events sono mini-storie che non vi daranno la sensazione di aver sprecato il vostro tempo affrontandole, questo sia grazie alle ricompense materiali con cui verrete premiati, che ai racconti ed ai momenti narrativi intriganti che vi regaleranno.

Oltre ai World Events, ci sono molte altre attività da intraprendere nel gigantesco mondo di Assassin's Creed Valhalla. Dalla raccolta di artefatti e il gioco dei dadi alle gare di volo e la ricerca di tesori leggendari. Valhalla ha abbastanza attività nel suo mondo per tenervi impegnati per decine di ore anche se sceglierete di ignorare completamente la storia principale. L'attività opzionale più divertente del gioco è il raid, attività più che appropriata in un gioco di vichinghi. Riunire il proprio equipaggio, viaggiare lungo i fiumi con la propria nave, e depredare i villaggi e le città che incotreremo dei loro tesori per portarli al nostro insediamento è esattamente divertente come lo state immaginando.

E proprio quell'insediamento - chiamato Ravensthorpe - è il cuore e l'anima di Assassin's Creed Valhalla, sia in termini di storia che di gameplay. L'obiettivo finale di Eivor è quello di rafforzare ed espandere Ravensthorpe, per trasformarlo in un posto fiorente in cui voi e il vostro clan possiate condurre una vita confortevole, e tutto ciò che farete nel gioco ruoterà attorno a questa linea centrale. Questa non è la prima volta che un gioco di Assassin's Creed ha una zona centrale che si aggiorna nel corso della partita, ma Ravensthorpe di Valhalla è molto più integrato nell'esperienza di quanto lo sia stata Monteriggioni in Assassin's Creed 2, o Homestead in Assassin's Creed 3.

L'upgrade di Ravensthorpe è qualcosa che farete durante tutta la partita. Il vostro mezzo principale per farlo è sbloccare e costruire nuove strutture, aumentandole poi di livello nel corso del gioco. Dal capanno da pesca alle stalle, a un museo e a una caerma, da case ad edifici come birrerie e panetterie per rendere le vostre feste molto più grandiose. C'è una vasta gamma di opzioni per quanto riguarda i nuovi edifici e gli aggiornamenti, e la maggior parte di essi sarà un'aggiunta significativa per la vostra comunità vichinga. Tornare a Ravensthorpe dopo aver finito un lungo arco narrativo è come tornare a casa, e guardare l'insediamento crescere lentamente nel tempo, passando da una sgangherata collezione di tende ad una città vivace e piena di servizi e alleati più avanti nel gioco, è incredibilmente gratificante.

In linea con l'idea principale di avere un'esperienza snella, anche la meccanica di progressione è stata perfezionata molto bene. C'è un vasto albero di abilità in cui tuffarsi, con abbastanza profondità e complessità da rendere le build stealth, da mischia e ranged tutte altrettanto valide, senza mai bloccarvi in un unico ramo di progressione, e lasciandovi decidere la costruzione del vostro personaggio in piena libertà. Il ritmo della progressione è molto più coerente, e farmare per gli XP non è più così necessario come lo è stato con i due capitoli precedenti.

Alcune abilità passive - come la schivata perfetta che rallenta il tempo, o l'esecuzione di takedown che riempiono istantaneamente il livello di adrenalina - possono essere sbloccate anche attraverso l'albero delle abilità. E' interessante notare però che le abilità di combattimento migliori in questo gioco vengono sbloccate non salendo di livello, ma esplorando. Ci sono vari Libri della Conoscenza sparsi in tutto il mondo di Assassin's Creed Valhalla, e ognuno di essi sblocca nuove abilità o migliora quelle già sbloccate. Arrivare a ciascuno di questi è una sfida, o perché sono pesantemente sorvegliati dietro le linee nemiche, o perché trovare la strada per raggiungerli è molto complicato. Legare questa parte della progressione del personaggio ad azioni di gioco e all'esplorazione funziona davvero bene, e rende intraprendere attività opzionali in giro per il mondo più significativo e gratificante.

Anche le decisioni che prenderete per il bottino e l'attrezzatura del vostro personaggio hanno più peso. Invece di darvi dozzine di nuovi pezzi di equipaggiamento da equipaggiare e scartare ogni pochi minuti, Valhalla pone una maggiore enfasi sull'aggiornamento dell'equipaggiamento già in vostro possesso attraverso le risorse e i materiali che si trovano nel mondo aperto, o grazie all'inserimento in esso di rune che vi garantiranno dei buffs. Passerete quindi molto più tempo con le armature e le armi in vostro possesso di quanto non abbiate fatto in Origins e Odyssey, perché aggiornarle e renderle più efficaci è stato reso molto più gratificante che scambiarle per un nuovo bottino.

L'unica area in cui è stato fatto un piccolo passo indietro rispetto ad Odyssey è il combattimento. Niente di drastico, e in generale il sistema di combattimento è in gran parte simile ai due titoli precedenti. Se vi è piaciuto il combattimento allora, vi piacerà anche adesso. Ora però è un po' più lento e, come tale, un po' più goffo di quanto non fosse in Odyssey. Un combattimento più lento e viscerale ha sicuramente senso, dato il tema vichingo del gioco, ma tuttavia, si sente un po' la mancanza degli scontri veloci ed incisivi del capitolo precedente.

Dal punto di vista grafico Assassin's Creed Valhalla è incredibilmente bello. I grandi e variegati mondi che pullulano di vita e di atmosfera sono una sorta di specialità per questa serie, e Valhalla non delude certo su questo fronte. Sia la Norvegia che l'Inghilterra, molto più grande, sono luoghi bellissimi, e il gioco ci ha spesso lasciato a bocca aperta con panorami e paesaggi di straordinaria bellezza. Ci sono però ancora alcuni problemi tecnici che devono essere risolti. Ad esempio diversi NPC - soprattutto quelli che non sono importanti per la storia - hanno animazioni e modelli facciali non tra le migliori, ed il gioco soffre di occasionali pop in e tearing che speriamo siano risolti con future patch.

Assassin's Creed Valhalla è il gioco più snello della serie da anni, e riesce ad esserlo senza sacrificare il tipo e la quantità di contenuti che i giocatori ormai si aspettano da un titolo come questo. Si tratta di un gioco che affronta molti dei difetti dei suoi predecessori, portando al tavolo alcune intriganti novità e tropi di genere. Questa miscela di ambizione e tradizione fa di questo capitolo la migliore uscita della serie degli ultimi anni, capace di attrarre e divertire i nuovi arrivati così come i veterani della serie con un'avventura coinvolgente e di grande impatto.

Il miglior capitolo della serie degli ultimi anni!

Marco Ceriani